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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

Incidenti di percorso

Ieri siamo andati al battesimo del figlio di una mia cara amica. La messa era alle undici, per cui pensavamo che saremmo arrivati con largo anticipo.
Come sempre quando ci sono le cerimonie, le cose da fare non mancavano. Alla quotidianita’ con i suoi rituali, si aggiungono le necessita’ del vestirsi a festa. Pippo, nel fervore dei preparativi, ha pensato bene di fare un bel volo d’angelo sul pavimento spaccandosi il labbro. Povero il mio piccino, non c’e’ niente di piu’ devastante di vedere il tuo bambino che si e’ fatto male. Con la consueta freddezza che mi contraddistingue nei momenti di panico, ho iniziato a biascicare la qualunque, cercando di pensare a cosa fare. Alla fine mi sono convinta ad andare in cucina a sciacquarlo. Il papa’ nel frattempo sentendo il pianto di Pippo, si e’ catapultato come mamma sua l’ha fatto fuori dalla doccia, cercando di nascondere le sue grazie in un asciugamanino minimalista mentre tirava fuori il ghiaccio dal freezer. Ovviamente il mio bel bambin…

Il genere

Sogno un mondo dove essere donna non sia causa di discriminazioni, violenze o soprusi. Viviamo in un paese democratico, che guarda con sempre maggiore rispetto anche noi, altra meta’ del cielo, pero’ se ci si sofferma a leggere le notizie di cronaca o si analizza solo il proprio vissuto personale, il percorso verso l’uguaglianza e’ ancora molto lungo. Si vede molto gia’ dalla maternita’. In Italia spesso e volentieri le mamme non lavorano fuori casa. Ne comprendo anche le ragioni. L’asilo nido e’ un privilegio costoso. Una tata dedicata poi e’ un lusso per pochi. Chi non ha la fortuna di avere dei familiari vicino che possano dare una mano, si trova nella migliore delle ipotesi a rinunciare ad una bella fetta di stipendio per far fronte ai costi della cura del bimbo, senza considerare i sensi di colpa ed il cuore spezzato per dover lasciare la tua creaturina nelle braccia di altri. Il ritorno al luogo di lavoro e’ poi accidentato, visto che gli orari flessibili sono quasi impossibili e…

CENA INDIANA

Diciamo che si tratta di ricette indiane per modo di dire, essendo io italiana e conoscendo ben poco questa splendida cucina. I miei ospiti comunque l’hanno gradita (oppure avevano fame e non c’era altro e si sono rassegnati). Per prepararla ci ho impiegato circa due ore. DAL (LENTICCHIE ALL’INDIANA) 250 g lenticchie 500 ml acqua o brodo 400 g polpa di pomodoro 1 cucchiaino di curcuma Sale q.b. 2 cucchiai di olio 1 cipolla 1 pezzetto di zenzero Mettere a lessare le lenticchie, previamente selezionate e sciacquate, nell’acqua, pomodoro e curcuma. Ci vorranno circa dieci minuti dal “fischio” in pentola a pressione, o diversamente 30-40 minuti. Nel frattempo soffriggere la cipolla tritata con lo zenzero grattugiato. Aggiungere il soffritto alle lenticchie, salare a piacimento. CHUTNEY AL POMODORO 1 cipolla Un cucchiaio di olio 1 pezzetto di zenzero 3 pomodori medi maturi 1 mela 1 cucchiaio di uvetta 2 cucchiai di aceto balsamico Sale q.b. Soffriggere un po’ la cipolla, aggiungere lo zenzero. Pelare i pomodori…

Le piccole (grandi) soddisfazioni

Pippo sa essere adorabile, ad esempio quando ti si stringe addosso come una cozzetta attaccata alla scogliera a godersi la sua bella razione di coccole. Oppure quando ti acciuffa con la sua bella manina paffuta mentre brontola perche’ signorno non ha sonno, non serve il pisolino pomeridiano e un istante dopo inizia a russare sonoramente. Ieri poi ha detto grandi frasi. La mattina guardando sconsolato il clima piovoso che ci affligge da mesi ha detto “b(r)utto!”, nel pomeriggio mi ha dato un libro, invitandomi imperiosamente con un “(l)eggi!” ed infine in braccio alla nonna ha indicato la bottiglia dell’olio che ha apostrofato miracolosamente “olio”. Insomma ci avviciniamo. Prossimamente sono fiduciosa che quando dira’ mamma sapra’ che intende me e che non e’ un modo di dire per attirare l’attenzione indiscriminata di chiunque passa, ma ci stiamo lavorando. Incredibili poi i progressi nel tempo. Qualche mese fa ci aveva invitati mio cugino, che ha un figlioletto poco piu’ giovane di Pipp…

POLPETTE CON LA FETA

Le ho preparate ieri sera e non erano malvagie. 200 ml passato di pomodoro Olio d’oliva Sale e pepe q.b. 2 panini Latte q.b. 200 g feta 300 g di manzo macinato 1 pizzico di paprika 1 uovo Prezzemolo, erba cipollina (un mazzetto ciascuno) Un po’ di pane grattuggiato 125 g crescenza Condire il pomodoro con sale, pepe e olio d’oliva. Si procede come sempre con le polpette: prima si mette a bagno il pane nel latte, fino a quando non si e’ ben ammorbidito e mescolando diventa un bel pappone. Poi si aggiungono la feta sbriciolata, il macinato, la paprika, le erbe fini tritate e l’uovo. Non ho aggiunto sale perche’ la feta e’ molto saporita. Si mette metà del pomodoro in una teglia da forno. Dopo si compongono le polpette, mettendo all’interno una spolverata di pan grattato e un cucchiaino di crescenza. Si appoggiano le polpette sulla teglia, si copre con il restante pomodoro e l’eventuale crescenza avanzata. Si cuoce al forno combinato con un po’ di microonde a bassa intensita’ per circa 35 minuti.
Questo fine settimana Pippo non si puo’ lamentare, abbiamo fatto un sacco di attivita’. Oh, insomma, ha trascorso un weekend con dei genitori socialmente attivi. Ora dovremo restare in isolamento per qualche mese, per recuperare le fatiche! Sabato siamo andati a mangiare la pizza in compagnia ed e’ andato tutto molto bene. Forse perche’ Pippo quando era in pancia mia, da Angelo ci andava spesso, si e’ subito trovato a suo agio. Nel suo miglior stile socievole, andava in giro per i tavoli a fare bla bla (letteralmente) con i vari commensali. Poi c’erano tanti altri bambini e quindi l’intrattenimento non mancava. Ovviamente non ha mangiato le penne al ragu’ che gli abbiamo ordinato, ma questo accade normalmente. Ogni volta che si va a mangiar fuori, Pippo diventa subito una creatura sommamente diffidente ai cibi nuovi (ossia le solite paste che gli cuciniamo a casa ma che sono servite in ambito non casalingo). Cio’ che mi lascia sempre stupita, e’ che appena vede passare un biscotto, anch…

CAKE MISSISSIPPI

Adoro i libri di ricette del ristorante Moosewood. Magari un giorno ci andro’, vedremo. Domenica sera ho cucinato di nuovo questa torta, che e’ una sorta di torta-budino-mattonella a base di caffeina, cioccolato, burro e zuccheri che resusciterebbe anche i morti. Sicuramente non e’ dietetica, per quanto io abbia dimezzato burro e zucchero rispetto alla ricetta originale che si trova in "New Recipes from Moosewood Restaurant".
Ingredienti: 420 ml caffe’ (circa tre moke da due tazze. Si sente parecchio, forse la prossima volta uso solo due moke) 80 ml liquore al caffe’ (e chi l’ha mai bevuto/avuto, ho messo acqua) 250 g cioccolato fondente 120 g burro 200 g di zucchero 500 g farina 00 (ho sostituito 125 g di fiocchi di cereali che ingombrano molesti la mia dispensa) 2 cucchiaini di lievito 1 pizzico di sale 1 bacca di vaniglia (solo i semi dentro) 2 uova Preriscaldare il forno a 180 gradi. Si riscalda il caffe’ e il liquore in un pentolino e poi, a fiamma bassa, si sciolgono dentro cioccola…
Questo fine settimana abbiamo in mente progetti ambiziosi: invece del take away, andremo a mangiare fuori! Succede sempre di rado, anche perche’ ogni uscita e’ – a fasi alterne – come andare al ristorante da soli oppure essere ad un parco giochi poco fornito. Difatti si consulta il menu’ a turno, perche’ qualcuno deve seguire Pippo nelle sue esplorazioni del locale. Poi si cerca di convincere Pippo a mangiare qualcosa del piatto che gli e’ stato ordinato senza consultarlo (d’altro canto, sapendo lui tre parole, peraltro variabili, e’ difficile che scelga ancora da solo). Nel frattempo arrivano anche le nostre ordinazioni, che giacciono sconsolate fino a raffreddarsi orribilmente. Ed alla fine, sempre a turno, si cerca di mangiare il tutto a grandi bocconi per poi tornare a casa ed iniziare i riti della sera. Per cui il cibo da asporto viene molto apprezzato. Almeno a casa gli si puo’ accendere la tele ed avere quindici minuti di pausa, il tempo sufficiente per trangugiare una pietanza …

CAKE TROPICALE

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Ieri ho provato questa ricetta che mi e’ proprio piaciuta. L’ho trovata in "Sundays at Moosewood Restaurant"e l’ho modificata a mio gusto. 
Mi piacciono i libri del ristorante Moosewood, che propone ricette vegetariane (o pescetariane, visto che contemplano anche il pesce) che si possono propinare anche agli onnivori con soddisfazione. L'unico problema iniziale e' dotarsi del magazzino di spezie ed ingredienti particolari che richiedono. A volte c'e' un contenuto di grassi e zuccheri superiore al rispettabile (yum!) pero' e' anche facile tagliare qui e li' o sostituire ingredienti per ottenere risultati un po' piu' salutari.
Questo volume e' simpatico perche' propone ricette suddivise per territori (caraibi, cuba, ecc.) e si possono fare pranzi a tema. Ovviamente essendo gli autori statiunitensi, le ricette non so quanto siano fedeli agli originali, pero' sono sicuramente godibili.
Io ne possiedo una copia usata. La precedente prop…

Il passeggino

Non vorrei sbagliarmi, ma penso di aver dedicato piu’ tempo a scegliere il passeggino che all’acquisto della mia stimata autovettura. La mia bella utilitaria, infatti, mi e’ capitata come un dono, seminuova fiammante, dalla sua precedente proprietaria che traslocava all’estero. Per il passeggino invece no, ho dovuto studiare un po’. Quando non ero mamma, ero infatuata di quei bei treruote tipo trekking che vedevo sfrecciare in citta’. Ma si sa che la campagna ha esigenze diverse. Una fra tutte i trasporti antiecologici individuali richiedono una simbiosi tra il passeggino e la macchina. E la mia piccola vettura di un ingombrante aggeggio cittadino non ne voleva sapere. Cosi’ ho fatto una scoperta agghiacciante: bisogna caricare e scaricare il passeggino e guarda un po’, non e’ che sia proprio leggero. La mia scelta e’ andata dunque ad un marchingegno che si smonta/monta (abbastanza) facilmente e che non pesa proprio una tonnellata. Il fatto che fosse uguale al passeggino della mia nipotin…
Un tempo avevo un vecchio cellulare, di quelli che si scaricano dopo due tre giorni, che ci puoi scrivere sms e telefonare. Pesava mezzo quintale, cadeva spesso e volentieri ma tutto sommato se ne faceva una ragione e non aveva internet. Si connetteva al mondo con una terribile scheda ricaricabile che solo a guardarla si consumava. 

Ovviamente, quando ero in giro, sopravvivevo anche senza sapere in tempo reale che avevo ricevuto una mail, ignorando le condizioni meteorologiche del giorno dopo o beffandomi delle recensioni dei luoghi che andavo a visitare poco dopo. Insomma, era la preistoria. Dopo che e’ arrivato Pippo, accendere un pc sembrava un’impresa titanica. Che senso aveva azionare il portatile, quando la routine poppata-cambio-nanna era talmente frenetica, che facevo a mala pena in tempo ad andare in bagno a fare la pipi’. Cosi’ Dio benedica quel sant’uomo di mio fratello che mi ha portato un ottimo smartphone per farmi rientrare nel mondo. Solo che invece di comunicare con i miei…

Apprensioni materne

Diventare mamme ed invecchiare giocano brutti scherzi, almeno a me. Sono terrorizzata da tutto. Sara’ perche’ la nonna ogni volta che Pippo fa un passo mi avverte premurosa: attenta a quel gradino appuntito, che puo’ farsi male (elencando minuziosamente tutti i terribili traumi che la caduta potrebbe causargli). Sara’ che Pippo e’ un incosciente che si arrampica ovunque, prendendo di mira con particolare affezione oggetti contundenti, fragili o tossici. Sara’ perche’ ho i riflessi di un bradipo in letargo, e prima che io riesca ad agguantare Pippo, si e’ gia’ scorticato in qualche angolo traditore. Sara’ che ho il gusto dell’orrido e che leggo sui giornali proprio gli articoli di cronaca nera peggiori che poi racconto pedissequamente alla mia dolce meta’, per parteciparlo di quanto sia pericoloso il terribile mondo la’ fuori. In ogni caso, addio spensieratezza dei noiosi tempi andati. Come ammiro (invidio!) le mamme serene e sicure di se’, che vanno in giro ovunque con i loro pargoli s…